MEZZA ETA, ANZIANITA E PENSIONAMENTO

La crisi di mezza età e l'entrata nell'anzianità 


L'entrata in pensione segna ufficialmente nella nostra cultura l'ingresso nella fase dell'anzianità. Da giovani pensiamo che l'essere giovani faccia parte della nostra identità e che gli adulti o gli anziani siano sempre gli altri. La consapevolezza che non è cosi ci conduce alla "crisi di mezza età". Si tratta della  sensazione di limitatezza della vita e di pensieri riguardanti ciò che si è raggiunto fino a quel momento, i successi e le sconfitte.
Nella nostra società l'invecchiamento è visto come timore, paura perché si allontana dalla gioventù, ovvero l'età migliore. In altre Paesi dove la guerra, fame e le malattie sono all'ordine del giorno, invecchiare è visto come un merito, un obietto raggiunto e speranza.




Il pensionamento


Il pensionamento produce degli effetti nell'anzianità. In politica si discute su quale sia l'età giusta per andare in pensione. Innalzare l'età pensionistica obbliga le persone a lavorare più a lungo e rallenta il cambio delle giovani generazioni. Abbassarla comporta un aumento delle spese sociali.
La voglia o meno di andare in pensione è dettata dal tipo di lavoro, dal desiderio di occuparsi di altro e dalla salute. Sicuramente dal punto di vista psicologico è un momento delicato della vita, soprattutto per gli uomini. Si ha molto tempo a disposizione, le entrate si riducono e molte attenzioni scompaiono. Ciò porta a un senso di solitudine e inutilità.


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